Il rispetto per il disordine degli altri

by Ingrid
Il rispetto per gli altri

Quando si condividono gli spazi è necessario avere rispetto per il disordine degli altri.

La domanda che mi viene fatta più spesso è legata alla mancanza di ordine di mariti e figli. Dopo un percorso lungo e una nuova consapevolezza delle cose che ci circondano, è difficile gestire la convivenza con chi non segue il nostro metodo. Ma non disperiamoci e facciamo nel nostro meglio per non farci prendere dal panico.

Mio marito e mio figlio non hanno seguito il mio percorso. All’inizio ho provato a chiedere loro di dare anche solo un’occhiata a ciò che possedevano per capire se volessero lasciare andare qualcosa, ma come si può far “digerire” a chi sa poco o nulla del metodo Konmari che non è obbligatorio tenere le cose che si possiedono solo perché “è peccato” buttarle?

Ebbene, tutto ciò che ho fatto con i loro vestiti e oggetti è stato sistemarli come ho fatto con i miei in modo che, nonostante non fossero il risultato di una scelta accurata, fossero almeno visivamente ordinati.
Alla base del metodo Konmari c’è il RISPETTO delle persone che condividono i nostri spazi e delle loro scelte. Seguire il metodo è una scelta personale. Non siamo tutti disposti a metterci in gioco ed a fare un lavoro profondamente introspettivo. Non dobbiamo quindi obbligare nessuno ad effettuare le cernite.

“Va bene, allora butto via io le sue cose che non mi piacciono o che non mette da anni, tanto nemmeno se ne renderebbe conto”. Assolutamente no! Non si può per alcun motivo decidere per gli altri cosa tenere e cosa lasciare andare. Verrebbe meno il concetto di rispetto, e questo non è Konmari.

Marie Kondo afferma che, dal momento in cui abbiamo effettuato interamente il percorso, il disordine di chi vive con noi non ci darà fastidio. Io posso confermarlo con assolta certezza. Certo, qualche osservazione a mio marito sulle le magliette lasciate sul comodino o le calze sotto al letto continuo a farla (ma credo sia più per abitudine che per fastidio reale…), ma resta una semplice osservazione, senza implicazione emotiva. Appena qualcosa è fuori posto la ripongo nel luogo assegnato, il tutto in massimo 5 minuti. E lui sa dove cercarla quando ne ha bisogno.

Nel peggiore dei casi abbiamo perso 5 minuti, ma non è detto che prima o poi chi vive con noi si renda conto di quanto questo metodo sia valido e dia gioia che, per emulazione, decida di intraprendere questo meraviglioso viaggio. #sologioia

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